Le paraffine clorurate a catena corta, o SCCP, sono composti chimici organoclorurati.
Studi condotti alla fine degli anni 90 hanno dimostrato che le SCCP sono composti inquinanti organici, Persistenti, Bioaccumulabili e Tossici (PBT). I nostri metodi analitici garantiscono il rispetto dei regolamenti europei e la sicurezza per l’azienda.
I composti organostannici sono composti organici che contengono almeno un legame tra carbonio e stagno. Alcuni organostannici vengono utilizzati su vasta scala e in diversi settori industriali. La presenza di altri organostannici invece, in quanto tossici, viene regolamentata dalle norme europee nell'ambito delle analisi REACH.
Finora abbiamo sempre parlato di PFAS, nell’ambito dell’importante e grave situazione di inquinamento delle acque di falda in Veneto.
Ora vogliamo concentrarci sul perché queste sostanze sono finite nelle falde, ossia quali sono gli impieghi “normali” dei PFAS.
Il caso Veneto finisce in un rapporto di Greenpeace, tra i maggiori esempi di inquinamento da PFAS.
Ogni mese le notizie che si raccolgono intorno al tema PFAS sono sempre di più e sempre più confuse. Cerchiamo di fare chiarezza.
Prendete una bella collana color oro. Sapete che non è fatta di questo materiale ma che ha semplicemente una colorazione oro. All'apparenza dunque sembra molto bella, perfetta per essere venduta abbinata a un bel vestito. Ma quale sarà il materiale di cui è composta?
Cosa ne pensate del nuovo servizio di analisi di acqua e cibo proposto da noi di Eurolab? Ve l'abbiamo chiesto con un sondaggio e diverse sono state le risposte che ci avete mandato. Abbiamo deciso di condividere con voi alcune storie di persone che si sono dimostrate interessate al servizio di analisi di cibo e acqua.
Il 18 luglio del 1898 Marie e Pierre Curie annunciarono la scoperta del polonio, un elemento raro, tossico e molto pericoloso. Inizialmente venne chiamato “radio F” ma fu necessario un nome definitivo per il suo inserimento nella tavola periodica.
Quattordici anni fa, l'11 luglio del 2002, venne pubblicato un importante articolo sulla rivista Nature. Si trattava della presentazione ufficiale del fossile Sahelantropus tchadensis, detto anche Uomo di Toumai, ritrovato un anno prima in Ciad da uno studente di un team di paleontologi e geologi coordinati da Michel Brunet, autore dell'articolo.
Quando ci chiedono di fare molte contro analisi nell'ambito di un determinato settore siamo veramente orgogliosi: capiamo che le nostre analisi sono precise ed eseguite nel migliore dei modi.